Home | Liguria | Sardegna | Info & Pagamenti | Guestbook

Visita le nostre case in Sardegna ->
Casa nella Roccia | Casa dei due archi | casa del prete | casa soru | casa della guardia | casa del pozzo


 
 


Merceddì
Barche di pescatori a Marceddi

Piscinas
I vecchi carrelli delle miniere di Piscinas

Duomo di Oristano
Duomo di Oristano




CAPITOLI:

L’arrivo]
1° giorno Alghero-Capo Caccia]
2° giorno Marceddì-Piscinas-Oristano]
3° giorno Fonni-Bruncu Spina]
4° giorno Penisola del Sinis]
5° giorno Penisola del Sinis]
6° giorno Lago Cedrino-Oliena]
7° giorno Ozieri-Golfo Aranci-Roma]




Casa della Roccia - Chicandrural.com
SARDEGNA MARE-MOTO
(2-9 settembre 2007)
Daniela Silvia Pace & Giancarlo Giacomini


2° giorno Marceddì-Piscinas-Oristano

Questa mattina facciamo fatica ad alzarci presto, tutti i gradini di ieri si sono fatti sentire sulle nostre gambe e sulle nostre schiene, e il tempo un po’ nuvoloso non invita certo all’azione!

Decidiamo comunque di proseguire il nostro viaggio, preparandoci a dirigerci verso sud-ovest per visitare Marceddì, un caratteristico borgo di pescatori a qualche chilometro da Oristano. Marceddì è anche una delle lagune più pescose dell'Isola, che un ponte separa dal mare, unendo le due rive opposte e facendo da barriera alla marea. Quando arriviamo notiamo alcuni pescatori muniti di stivali di gomma alti fino alla coscia e di artigianali visori.

Capiamo che sono impegnati in una ricerca meticolosa e che frugano e scandagliano il fondo senza sosta.. Ma cosa stanno facendo? Sono alla ricerca delle arselle, così in Sardegna e in Liguria si chiamano le vongole, interrate nel fondale a volte anche a 10-15 centimetri di profondità. Per trovarle occorre essere ottimi cercatori e esperti osservatori, considerando che quello che si riesce a vedere sono solo due forellini nella sabbia…

Una volta individuate, le arselle vengono estratte con una piccola cazzuola una ad una e questa tecnica, decisamente poco invasiva, non danneggia i fondali. I pescatori inoltre raccolgono solo gli esemplari adulti e si preoccupano ogni anno di “seminare” arselle autoctone che trovano da sé il nutrimento nelle acque degli stagni costieri. Ci aggiriamo sulla riva della laguna tra nasse e barche e ci fermiamo a fare qualche foto alle caratteristiche case del borgo.

Qualche goccia di pioggia ci sorprende e quindi decidiamo di spostarci rapidamente ancora più a sud, dove le grandi nuvole minacciose e gli ampi tratti schiariti dal sole sembrano condurci. Arriviamo a Marina di Arbus e poi continuiamo a scendere verso Piscinas lungo la strada che si snoda attraverso l’arenile della Costa Verde. Situata in una zona isolata e di grande bellezza naturalistica, la spiaggia di Piscinas, è circondata per qualche chilometro da dune altissime (tra le più alte d'Europa), ancora vive e modellate dal maestrale, il cui colore giallo ocra è interrotto, a tratti, da cespugli di sparto pungente, dalla carota spinosa, dal giglio di mare e, verso l'interno, da ginepri e vecchi olivastri che diventano dei piccoli boschetti. Le immense dune, che si estendono per più di un chilometro nell’entroterra sulla foce del Rio Piscinas, sono uno spettacolo unico in tutta la Sardegna che sono valse a questa località l’appellativo di “Sahara Sardo”.

La strada sterrata e il guado del Rio Naracaul sembrano voler rallentare il nostro cammino, ma la nostra fedele Aprilia RSV 960 ce la fa anche in questa difficile prova e ci porta alla sorprendente spiaggia che, come quelle di buona parte della Costa Verde e della costa occidentale della Sardegna, dove il mare è raramente calmo, è spazzata dal vento e dalle grandi onde che rumorosamente si frangono sulla battigia.

L’enorme spiaggia è quasi completamente vuota: l’unica costruzione presente è un ex-deposito della ferrovia mineraria trasformato recentemente in un albergo unico ed esclusivo. Un arrugginito binario e qualche vagoncino completano il paesaggio mozzafiato, occupando una superficie in continuo divenire sotto l’azione degli agenti atmosferici.

Lasciamo la spiaggia e le sue magnifiche onde per dirigerci a Ingurtosu, il paesino minerario oggi quasi completamente abbandonato. E' uno degli esempi più significativi di borgo minerario in Sardegna; l'insediamento ottocentesco è disposto a blocchi sparsi in un ripido pendio coperto da una fitta pineta. Nel centro dell'abitato, lungo la strada che riporta sulla S.S.126 in direzione Arbus, vi sono alcune ville d'epoca, destinate ai dirigenti della miniera che produceva piombo, zinco e argento.

Da Arbus proseguiamo verso Guspini e da lì verso Oristano (in sardo Aristanis, in spagnolo Oristan, in catalano Oristany), la bizantina Aristianis, sorta presso l'antica città fenicia di Othoca (attuale Santa Giusta) e fondata nel 1070, quando l'arcivescovo arborense Torcotorio vi trasferì la sede vescovile, abbandonando l'ormai decaduta Tharros.

Arriviamo verso le 17.30, giusto in tempo per una visita del centro e per un rilassante aperitivo in piazza. In serata siamo di nuovo a Santulussurgiu, pronti ad accendere ancora il barbecue in cortile: vorremo cucinare un “porceddu” , il maialino da latte fatto allo spiedo, ma ci accontentiamo della salsiccia fresca. Per arrostire alla sarda ci vogliono maestri locali e vacanze più lunghe. evato nei pascoli del Montiferru è davvero slow-food

continua>>


[visita la Casa nella Roccia a Santu Lussurgiu]


 
 
 
©2007 Chicandrural.com - Tutti i diritti riservati - Papillon srl Viale Franchini Genova | info@chicandrural.com